Perchè al ritorno la strada è sempre più breve?

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Al ritorno la strada sembra sempre più veloce, vero? Il cosiddetto return trip effect, cioè l’effetto da viaggio di ritorno, è una sensazione molto diffusa tra chi è in viaggio: in pratica, fa apparire la strada del ritorno più veloce e corta rispetto alla strada dell’andata di circa il 20%. Ma perché succede questo, visto che i chilometri percorsi – ovviamente – sono gli stessi e anche il tempo trascorso è identico?

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Il motivo è presto detto: la differenza di percezione non è dovuta al tragitto, ma semplicemente alle aspettative. Mentre durante il viaggio di andata il desiderio di arrivare a destinazione fa dilatare – in apparenza il tempo e sottovalutare la distanza che deve essere coperta, durante il viaggio di ritorno le attese vengono, per così dire, rimodulate, anche in conseguenza della consapevolezza di quel che è accaduto all’andata; in altre parole, le previsioni diventano realistiche.

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A dimostrarlo scientificamente è stata una ricerca effettuata tra gli Stati Uniti e l’Olanda, che attraverso tre differenti esperimenti ha evidenziato lo scherzo della mente caratteristico dei viaggi. Nello specifico, la sensazione di un ritorno più breve si manifesta nei viaggi in bicicletta e nei viaggi in pullman, mentre non si palesa in occasione dei viaggi frequenti, come per esempio quelli di chi si sposta ogni giorno per lavoro. Facile intuire il perché: i tragitti ripetuti permettono di avere aspettative sui tempi decisamente più vicini al vero.

Insomma, è tutta questione di attese.

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