I pannelli solari di Andreas Mershin con le celle fotovoltaiche a base di erba

1 – Il futuro dell’Energia Rinnovabile viene dall’erba

Sponsored links

Da tempo gli scienziati del Mondo stanno studiando alternative al silicio per creare pannelli fotovoltaici in grado di produrre energia pulita a basso costo e sembra che siano vicini alla soluzione di ogni problema.

Andreas Mershin è uno scienziato affiliato al MIT Center for Bits and Atoms una struttura di ricerche interdisciplinari fondata nel 2001 all’interno del Massachusetts Institute of Technology la prestigiosa università  con sede a Cambridge. Il Centro si pone quale obiettivo il recupero delle capacità della Natura ignorate dalla scienza tradizionale per favorire la rinascita di una ipotetica società post digitale rispettosa dell’ambiente e delle sue leggi.

Il ricercatore statunitense è riuscito a realizzare in laboratorio il prototipo del pannello solare vegetale a base di erba tagliata ispirandosi alle cellule delle foglie e dei fili d’erba che da sempre generano fotosintesi clorofilliana. Mershin ha proseguito le ricerche di altri team che avevano appreso come realizzare  ed utilizzare l’ insieme di molecole denominato Fotosistema. I (PS-I) cioè le microstrutture che nelle cellule vegetali svolgono il processo chimico di fotosintesi. In un’intervista video messa in Rete da Youtube spiega il meccanismo che ha reso possibile la creazione della speciale cella fotovoltaica vegetale che secondo molti darà uno svolta decisiva all’ approvvigionamento dell’energia rinnovabile proveniente da Sole. CONTINUA DA PAGINA 2 >

2 – Perché creare pannelli solari a base di erba tagliata e di foglie

I ricercatori del MIT impegnati nel progetto che prevede di creare pannelli solari a base di erba tagliata e di foglie sono partiti da una semplice costatazione: i vegetali sono riusciti a sviluppare i migliori ricettori di energia solare, le loro cellule non hanno concorrenti in questo settore, dal Sole creano la vita non solo per sé ma per l’intero ecosistema Mondo. Perché dunque non imitarli? Da qui il primo passo costituito dalla riproduzione in laboratorio della cosiddetta “foglia artificiale”, l’insieme delle nanostrutture molecolari Fotosistema I. Si trattava successivamente di trovare uno stabilizzatore chimico in grado di fissare F I sopra una superficie stabile in cui si potesse generare energia elettrica. Lo stabilizzatore chimico per le particelle vegetali venne trovato in una miscela di polveri, ossido di zinco ed ossido di titanio. Il composto distribuito sopra una superficie solida di vetro o metallo é in grado di condurre energia elettrica.

3 – Il futuro dell’umanità potrebbe dipendere dall’erba, ecco perché dobbiamo imitare le celle solari create dalla Natura

Non esistono energie rinnovabili migliori di quella solare e l’umanità non può perdere l’occasione di trarne vantaggio non solo per il riscaldamento nei Paesi  freddi  ma anche per agevolare il progresso di alcune zone emarginate del Pianeta in cui gli esseri umani vivono ancora senza illuminazione.

Utilizzare gli sfalci ed i rifiuti agricoli per produrre energia elettrica, e creare  pannelli cattura calore solare composti da erba è ancora un miraggio perché mettere in pratica le invenzioni scientifiche, geniali che siano, non è impresa da poco, richiede tempo e risorse da dedicare alla realizzazione di dispositivi che risultino efficienti, sicuri, produttivi ed economici.

Non sappiamo come saranno i pannelli fotovoltaici del futuro ma è assai probabile che prima o poi, come sostiene Andreas Mershin, saremo in grado di costruire in casa il nostro impianto solare con i kit in vendita online per creare una foresta sopra un microchip.

Pagina 1 di 1