Lo sfogo di un dottore italiano: “La medicina non cura, lenisce i sintomi”

Sono queste le parole durissime attraverso le quali in dottor Giuseppe De Pace denuncia la situazione della sanità in Italia, che conosce bene dal momento che può vantare un’esperienza ventennale di cui quindici trascorsi tra le corsie degli ospedali. Lo sfogo arriva tramite il web attraverso una lettera aperta in cui il dottore si interroga sui metodi usati dall’attuale medicina in Italia, che, secondo lui, non cercherebbero tanto di curare alla radice la malattia, quanto, piuttosto, di lenirne i sintomi non preoccupandosi del fatto che spesso, in questo modo, se ne scatenano delle altre.

Eclatante il caso della chemioterapia, impiegata nel trattamento dei tumori, che distrugge il DNA di tutte le cellule che si dividono velocemente come quelle tumorali, ma anche come quelle del sistema immunitario lasciando il fisico del paziente completamente indifeso di fronte a possibili infezioni, che in alcuni casi possono rivelarsi mortali.

A far scaturire la riflessione del dottor De Pace è stata la morte di un bambino di 11 anni, sopravvenuta non tanto per la malattia da cui era affetto, il linfoma non-Hogkin, quanto per gli effetti collaterali dei farmaci che gli venivano somministrati. Ciò accade, a detto del dottore, perché la medicina “ufficiale” agisce a livello biochimico e non a livello biofisico. Per questo motivo il dottor De Pace propone un abbandono della medicina “ufficiale” preferendo un approccio olistico, che vede l’uomo nella sua totalità.

A suo dire, il corpo umano ha in sé la capacità di auto guarirsi, ma deve essere messo in condizione di farlo senza introdurre farmaci chimici che rischiano di minarne gli equilibri.

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