Le 8 mode peggiori degli anni ’90 secondo Paolo Ruffini

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L’attore comico e conduttore di Colorado Paolo Ruffini ha descritto nel suo blog le 8 mode peggiori degli anni ’90. Stiamo parlando di una serie di usi e costumi quantomeno discutibili, scaturita da un’attenta osservazione del proprio passato e delle caratteristiche più bizzarre dello stesso.

Alcune di queste mode sono clamorosamente tornate in auge nel corso degli ultimi anni, per quanto fossero davvero particolari e comprensibili da ben poche persone. In altre circostanze, stiamo parlando di usanze che oggi farebbero sembrare un individuo non al passo con i tempi e pronto a basarsi su gusti alquanto obsoleti e poco gradevoli. Ma ora entriamo nei particolari e vediamo quali sarebbero le otto mode più brutte dell’ultimo decennio del ventesimo secolo secondo Paolo Ruffini.

1. Le scarpe Fornarina. Circa venti anni fa, le ragazze indossavano con una certa frequenza questo particolare genere di calzature, nonostante queste ultime non siano molto interessanti dal punto di vista puramente estetico. La zeppa posta nella parte inferiore era considerata un qualcosa di stilisticamente abbominevole, ma a chi portava queste scarpe tale elemento non importava. Era molto importante cercare di mettere in evidenza le proprie forme con il proprio rialzo, in particolare quelle posteriori. Ebbene sì, la misura era perfetta per chi aveva un sedere prorompente.

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2. L’orecchino a cerchio. Cosa poteva fare un qualsiasi uomo per mostrare il proprio anticonformismo e una ribellione che lo distinguesse dalla massa? Senza ombra di dubbio, l’idea più messa in pratica riguardava l’utilizzo di un orecchino a forma di cerchio. Il monile serviva per impreziosire il proprio stile e affermare la propria personalità. Ma la sua poca bellezza era fuori discussione, con l’opportunità di rendere un bravo ragazzo tra i più cattivi in assoluto. Nonostante le numerose controindicazioni, questa moda sembra clamorosamente tornata sulla cresta dell’0nda.

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3. Il cerchietto. Anche in questa circostanza, abbiamo a che fare con un orecchino destinato soprattutto ad un target di sesso maschile. Tuttavia, il prodotto in questione era adottato da chi voleva dimostrare di avere uno stile raffinato. Chi aveva i capelli un po’ più lunghi rispetto al solito non poteva fare a meno dell’ormai famigerato cerchietto, tanto amato dalle ragazzine. Non a caso, questo piccolo oggetto di bigiotteria veniva messo anche dal sesso opposto. Gusti orridi? Forse sì.

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4. Il portafoglio con la catena. Anche i soldi dovevano essere contenuti all’interno di un involucro raffinato e al tempo stesso un po’ tamarro. Il portafoglio con la catena era estremamente di moda nel corso degli anni Ottanta perché l’oggetto additivo era considerato un sinonimo di personalità, nonostante qualche piccolo appuntino da fare sotto l’aspetto puramente estetico. Oggi è soltanto un lontano e brutto ricordo..

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5. Il marsupio. Non bisogna essere un canguro per condurre con sé un marsupio. Questo oggetto non era molto bello, ma veniva ritenuto utile per portare strumenti di piccole dimensioni ed evitare che gli stessi vengano persi da un momento all’altro. Con i tempi che corrono, oggi non lo indosserebbe davvero nessuno al mondo. O meglio, quasi nessuno.

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6. Gli stivaletti Dottor Martens. Queste calzature a metà strada tra semplici scarpe e gli anfibi che si utilizzano in pescheria piacevano molto una ventina di anni fa. Gli stivaletti potevano creare anche grossi fastidi ai piedi che li calzavano. Ma questo non importava agli appassionati, pronti a sentirsi trendy in qualsiasi circostanza e con qualunque mezzo. E la moda non è tramontata fino ai giorni nostri.

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7. I capelli con la riga centrale. Stavolta abbiamo a che fare con una moda riguardante il nostro look, senza alcun oggetto esterno. Diversi ragazzi sceglievano di adottare una pacchiana riga in mezzo. Anche questa capigliatura piaceva molto alle ragazzine di quel periodo. In realtà, chi portava tale chioma non faceva altro che dimostrarsi un perfettino.

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8. La felpa in vita. Ebbene sì, negli anni Novanta si voleva mettersi la felpa in vita, togliendola dalle proprie spalle. Diciamoci la verità, la soluzione era anche abbastanza comoda per chi si infastidiva a portare un indumento in braccio. Ma questa idea faceva automaticamente fuggire le donne. E succede ancora oggi.

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