COME RICICLARE I SEMI DI POMODORO E PERCHE’

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1- INTRODUZIONE

Molti coltivatori, sia chi lo fa per passione ed in maniera occasionale, sia chi invece lo fa in maniera professionale e per lavoro, preferiscono, una volta fatta la coltura, comprare dei semi nuovi nei negozi specializzati per organizzare la semina. In pochissimi, invece, sanno come recuperare dai frutti i semi che poi dovranno essere piantati o, nel migliore dei casi, riutilizzare gli stessi, magari perchè si è trovata una varietà che piace molto e che si vende bene. In questo modo, inoltre, si può mantenere intatto il corso della natura, senza intervenire e modificarlo per poi danneggiare l’ecosistema o sforzandolo troppo. Chi coltiva pomodori è sicuramente tra quelli che più di tutti potrebbero riutilizzare i semi e salvarli.

Prima di tutto cerchiamo di capire: per quali semi possiamo effettuare un’operazione del genere? Generalmente, i semi commerciali, ma anche molti tra quelli non commerciali e più artigianali, non sono adatti al riciclo: questo deriva dal fatto che col tempo molte colture sono ormai ibride, quindi nel tempo, con la coltivazione per varie volte, si sono mischiate e non sono capaci di sopravvivere al riciclo. Altre invece non sono resistenti per sopravvivere alla seconda semina e danno dei frutti o di molto bassa qualità oppure non riescono a dare vita ai frutti stessi. Altre varietà di semi di pomodoro, sempre tra quelle ibride, sono fatte appositamente per creare un frutto con una quantità bassa di semi al suo interno per creare un prodotto di grande qualità, il che però rende la stessa varietà non adatta ad un riciclo dei semi. In ogni caso però le varietà commerciali non ibride risultano le migliori per il processo di riciclo dei semi poichè sono quelle più stabili nel tempo e più resistenti alle intemperie. CONTINUA DA PAGINA 2 >

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2- COSA OCCORRE PER RICICLARE I SEMI DI POMODORO

Il processo può essere semplice o complicato a seconda di quello che si segue, ma in generale le fasi iniziali sono uguali per tutti i processi. Separate, per prima cosa, i semi dalla polpa e dal liquido con attenzione e filtrateli usando uno straccio o un panno e lasciate seccare all’interno di un asciugamano, all’incirca in due giorni dovrebbero essere perfettamente asciutti.

A questo punto mettete i semi all’interno di un sacco e teneteli in un ambiente scuro ed asciutto: questo servirà anche a proteggerli dai parassiti. A seconda dei semi, inoltre, il tempo di conservazione potrà essere più o meno lungo. Meno umido sarà l’ambiente, maggiore sarà la capacità di germinare una volta seminato. Un altro metodo è quello di mettere i semi essiccati all’interno di un vaso e, dopo averlo sigillato, congelarlo: questo sembra possa rendere ancora più alta la capacità di germinare.

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3- COME FARE PER RICICLARE I SEMI DI POMODORO

Il processo di essiccatura è fondamentale per la buona riuscita dell’intera operazione di recupero dei semi, se questa è approssimativa, i semi daranno frutti non all’altezza o vi faranno seminare in maniera sbagliata, buttando via il raccolto e non riuscendo ad avere nessun frutto. Se invece l’essiccatura dura troppo o troppo poco, gli effetti sono pressochè gli stessi: nonostante il frutto riesca a nascere, questo, senza dubbio, non sarà di grande qualità e non potrete certamente usarlo in cucina oppure venderlo.

Importante è anche la conservazione dei semi: un garage, ad esempio, risulta adatto alla conservazione se non ha infiltrazioni d’acqua e l’umidità è molto bassa al suo interno, inoltre sarebbe meglio avere un ambiente relativamente pulito che possa proteggere gli stessi semi da batteri o germi di qualunque genere che poi potrebbero rendere malati i frutti che verranno a nascere in seguito.

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