Una chiesa emersa dalle acque

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L’evolversi della natura è spesso in grado di regalare delle sorprese stupefacenti. Lo sanno bene in Messico, dove poco tempo fa sono stati scoperti i resti di una chiesa con almeno 400 anni di storia, emersi nello stato del Chiapas dalle acque di un bacino. Tutto per merito – o per colpa, a seconda dei punti di vista – del periodo di siccità che sta interessando la regione, che ha fatto in modo che i livelli delle acque si abbassassero come mai prima di adesso.

E così le antiche rovine sono emerse, a distanza di tempo dall’ultima volta, apparendo in tutto il loro splendore. Gli esperti ritengono che la storia di questo edificio sia collegata a quella di frate Bartolomè de las Casas: e non è un personaggio qualunque, visto che si tratta del primo vescovo del Chiapas, giunto in Messico negli anni ’40 del XVI secolo in compagnia di un gruppo di monaci e responsabile della costruzione della chiesa.

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Stando a quel che gli storici sono riusciti a scoprire, in realtà, furono i conquistatori spagnoli a realizzare questo edificio religioso. Oggi lo si può ammirare: o, meglio, se ne possono ammirare i resti, visto che il trascorrere del tempo, l’assenza di manutenzione e l’azione erosiva delle acque ne hanno modificato l’aspetto. L’edificio si staglia per un’altezza di 9 metri, con una struttura larga 13 e lunga 56.

Le acque hanno ricoperto la struttura più o meno mezzo secolo fa: nel 1966, infatti, il governo messicano ha deciso di inondare letteralmente la zona allo scopo di dare vita a Nezahualcoyotl, una riserva di acqua che ha finito per sommergere le rovine della chiesa. Solo in due occasioni la struttura è emersa da quel momento: la costruzione della diga, insomma, l’ha nascosta agli occhi dei messicani. CONTINUA DA PAGINA 2 >

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