CHE COSA FARE CON L’AGLIO GERMOGLIATO

1- INTRODUZIONE

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Se si pensa che l’aglio, una volta germogliato, sia destinato a essere buttato nella spazzatura si sta commettendo un errore grave: esso, infatti, può essere utilizzato senza problemi. Ma non solo: stando ai risultati di uno studio che è stato realizzato dall’American Chemical Society e che è stato pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, è proprio nel momento in cui comincia a germogliare che l’aglio acquisisce il maggior numero di proprietà benefiche. Insomma, se è vero che già in condizioni normali questo ingrediente ha il merito di consolidare il sistema immunitario e vanta preziose proprietà anti batteriche, al punto che lo si può ritenere un vero e proprio antibiotico naturale, quando germoglia tutti questi suoi pregi si amplificano.

Vale la pena, allora, di imparare a impiegare l’aglio germogliato: non è un caso se nell’antica Grecia c’era l’abitudine, per gli atleti che erano in procinto di partecipare alle Olimpiadi, di masticare uno spicchio di aglio con lo scopo di aumentare le prestazioni. Lo stesso Ippocrate, che è considerato il padre della nostra medicina, lo prescriveva come soluzione a una grande varietà di disturbi e di malattie, dalla stanchezza ai problemi di respirazione. CONTINUA DA PAGINA 2 >

2- COSA OCCORRE FARE PER SFRUTTARE L’AGLIO GERMOGLIATO

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Ecco, allora, che per sfruttare in pieno le potenzialità dell’aglio è necessario farlo germogliare: a quel punto, le modalità di utilizzo saranno esattamente le stesse previste per l’aglio non germogliato. Questo ingrediente rappresenta una fonte eccellente di sali minerali, tra i quali il selenio, il fosforo, il calcio e il potassio, ma ha anche un contenuto importante di vitamina C e di varie vitamine del gruppo B. Soprattutto la vitamina B6 è molto preziosa, dal momento che diminuisce gli effetti dell’anemia sideroblastica.

In più, nell’aglio sono presenti anche i composti dello zolfo: è da loro che dipendono molte delle sue proprietà curative. Si tratta dei cosiddetti composti fitochimici solforati, che si possono riscontrare anche nei cavoli e nei broccoli, oltre che nello scalogno, nel porro e nella cipolla. L’allina è la molecola che contiene zolfo che risulta più attiva nel bulbo: essa si trasforma in allicina nel momento in cui uno spicchio di aglio fresco viene schiacciato o tagliato, come si fa di norma in cucina. Proprio dall’allicina, che si sviluppa per effetto dell’enzima alliinasi, dipende l’odore molto intenso del prodotto, che in natura permette alle piante di tenere lontani i parassiti. Ma vediamo come si può utilizzare l’aglio germogliato in maniera benefica.

3- COME FARE PER CONSUMARLO

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L’aglio germogliato è caratterizzato da un sapore molto più intenso rispetto a quello dell’aglio non germogliato: ciò vuol dire che se si ha intenzione di adoperarlo in cucina, per i condimenti o comunque per dare più sapore agli alimenti, è necessario usarne porzioni più ridotte rispetto a ciò che si è abituati a fare. Nel caso in cui si sia interessati a consumarlo, non bisogna fare altro che tagliare a metà lo spicchio per la lunghezza: ciò, ovviamente, dopo che lo spicchio è stato sbucciato. A questo punto è necessario osservare la parte interna dello spicchio: se il suo colore tende al verde, non ci sono problemi, ma se è marroncino è meglio gettare l’aglio nella spazzatura.

L’aglio diventa molto più salutare e benefico per la salute se si lasciano passare cinque giorni a partire dal momento della germinazione: ciò vuol dire, per esempio, che è molto più efficace nel contrastare l’azione dei radicali liberi, permettendo di abbassare i rischi di ictus. E non è tutto: l’aglio germogliato offre anche una notevole protezione rispetto ai tumori della pelle e rispetto al cancro del seno e del colon. Insomma, non solo la sua assunzione è permessa, ma è addirittura consigliata: la sola accortezza da tenere è quella che prevede di non comprare l’aglio già germogliato, dal momento che ciò potrebbe essere avvenuto in condizioni non ottimali.

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