Carta di imbarco, ecco perché è pericolosa

CARTA-D'IMBARCO

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Un eventuale malintenzionato potrebbe utilizzare un programma ad hoc per leggere il codice a barre e quindi conoscere tutti i dettagli del viaggio. Insomma, un ladro che sa che una persona lascerà sguarnita la propria casa per una settimana avrà tutto il tempo per pianificare un eventuale furto in abitazione, per esempio.

Lo stesso Krebs ha dato una dimostrazione concreta di quel che si possa fare con una semplice carta di imbarco, rivelando che con un documento che gli è stato consegnato da uno dei lettori del suo blog è stato in grado di entrare, attraverso i dati che è riuscito a recuperare con il codice, nella pagina per la prenotazione del volo e ottenere il numero di telefono e perfino il numero della carta con la quale i pagamenti erano stati effettuati. In questo caso, insomma, è andato in scena un vero e proprio furto di identità, per quanto potenziale.

FURTO-IDENTITA'

La carta di imbarco, nota anche come boarding pass, non è altro che il documento che si riceve dopo il check-in in aeroporto e che viene consegnato dalla compagnia aerea con la quale si vola: grazie ad esso si possono svolgere tutte le procedure necessarie per imbarcarsi e salire sull’aereo. Viene rilasciata, al banco del check-in, anche un’etichetta che ha la forma di una fascetta e che deve essere apposta sui bagagli messi in stiva.

Come detto, al di sopra della carta di imbarco sono specificati il nome e il cognome di chi viaggia, così come il numero del gate di imbarco, il numero del volo e la provenienza. Sono due le parti che costituiscono questo documento: una è la ricevuta, e l’altra è la matrice. Quest’ultima viene trattenuta nel momento in cui ci si imbarca; la ricevuta, viceversa, resta al viaggiatore, ed è poi quella che in genere viene fotografata e messa sui social.

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