Art DIY- Acquari in miniatura in giardino e in casa (come farli in pochi passi)

1 – L’antica storia degli acquari in miniatura

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Non costa quasi nulla eppure è una cosa magnifica: coprite il fondo di un recipiente di vetro con un pugno di sabbia pulita e piantatevi alcune comuni pianticelle acquatiche, versateci sopra delicatamente alcuni litri d’acqua di rubinetto e ponete il tutto su di un davanzale soleggiato. Quando l’acqua si è purificata e le pianticelle hanno incominciato a crescere, mettetevi dentro alcuni pesciolini: o, ancor meglio, recatevi con un vasetto e con un acchiappafarfalle allo stagno più vicino, immergete alcune volte la rete, e raccoglierete una miriade di organismi viventi.” (Konrad Lorenz: L’Anello di Re Salomone)

Fu proprio Konrad Lorenz grande naturalista universalmente conosciuto come il padre dell’etologia, nel libro pubblicato nel 1952 intitolato “l’Anello di Re Salomone”, a descrivere con empatia e simpatia profonde il piccolo mondo brulicante di vita all’interno degli acquari in miniatura. Perché questa citazione illustre e didascalica? Il ricordo è scaturito spontaneo dalla memoria e m’è parso subito più che pertinente al tema DIY odierno che riguarda proprio l’acquariologia una passione comune a molti internauti frequentatori di blog dedicati al bricolage e al fai da te

L’acquariologia è un hobby per nulla banale e la ricchezza d’informazioni che si reperiscono in Rete per costruire acquari in miniatura lo dimostra ampiamente: oggi ho trovato ben cinque esempi di tecniche e metodologie utili per costruire in modo autonomo acquari in miniatura di varie forme e dimensioni da collocare all’aperto, nei giardini, all’ombra di pergole e di gazebo, o all’interno delle abitazioni. CONTINUA DA PAGINA 2 >

2 – Come fare

Ciò che contraddistingue queste creazioni di tipo artigianale è la caratteristica prettamente ornamentale che i loro creatori conferiscono loro, il piacere di creare giardini acquatici con piante ornamentali e fiori esotici. Lo riferisce uno degli autori delle realizzazioni presentate nei blog. Abitante del Kerala, Stato dell’India meridionale,  egli riferisce di una sua esperienza infantile alla base dell’incontenibile amore per gli stagni d’acqua pura , un’esperienza di stampo etologico alla Lorenz, evidentemente! A casa sua, disponeva di tre stagni di acqua dolce. “ A quei tempi la gente in Kerala doveva fare affidamento sulla propria riserva di acqua.

Ogni casa in quella zona aveva stagni, invece di pozzi, uno per bere e cucinare, uno per la balneazione e il nuoto, e uno  per lavare i piatti”. Ora il protagonista della storia desidera un piccolo stagno per far crescere ninfee e fiori di loto. Cercando in internet ha trovato in un portale specializzato nella vendita di materiale dedicato al giardinaggio e alla coltivazione di piante acquatiche tutto l’occorrente per realizzare il proprio sogno e rivivere le gioie dell’infanzia: contenitori adeguati, terriccio e fertilizzanti per coltivazioni d’acqua dolce, piante acquatiche produttrici di ossigeno, flora e fauna tipiche  mangiainsetti e antizanzare, capaci di rendere l’acqua pulita e trasparente come quella di un lago d’alta montagna. E i fiori esotici desiderati si sono finalmente dischiusi.

3 – L’acquariologia è una scienza esatta

L’acquariologia è una scienza troppo complessa per farne un compendio nelle poche righe dell’articolo di un magazine. Varie le discipline interessate quali la botanica, l’etologia, l’ittiologia, la chimica, la genetica, la microbiologia. Questa branca della scienza parla di  un microcosmo invisibile ad occhio nudo costituito da organismi animali e vegetali silenti che sotto la lente d’ingrandimento prende vita e diventa grande quanto il vasto bacino lacustre in cui siamo soliti prendere un bagno ristoratore.

A mio parere alla base di tutto deve comunque esserci  la comprensione che ogni acquario è un ecosistema delicato e irriproducibile da trattare con riguardo.

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