Alluvione di Genova del 4 novembre 2011: una giornata drammatica

Alluvione di Genova del 4 novembre 2011

L’alluvione di Genova verificatasi il 4 novembre 2011, è stata per certi aspetti una fotocopia di quella del 1970.

A Genova c’è stato quello che in termini scientifici si chiama un “flash flood”: un’onda improvvisa di piena che si genera in un bacino ristretto: ne è scaturita l’esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano e la piena dei torrenti Sturla, Scrivia e Entella.

Le vittime ufficiali sono state sei, tutte decedute in via Fereggiano, a Genova: una donna albanese con le sue due bambine di 1 e 8 anni e una vicina di casa, una 19enne rimasta schiacciata da una macchina, mentre un’altra donna arrivata esanime all’ospedale. Più di un migliaio di persone sono state sfollate da Genova e dai centri limitrofi.

Spaventosa alluvione a Genova: 6 morti

Le piogge eccezionali, già previste da qualche giorno, sono iniziate la sera del 3 novembre per poi continuare tutta la notte tant’è che a metà mattinata del 4 novembre il livello dell’acqua del Bisagno giunse a toccare il livello di guardia, con la conseguente evacuazione dei piani bassi in diversi edifici, come scuole e negozi.

Verso le 13:00 del 4 novembre erano già caduti circa 300 mm d’acqua, concentrate in particolare sull’alto bacino del torrente Fereggiano, affluente di sinistra del Bisagno, il cui livello passò da 1 a 4 metri di altezza.

Ma è nel primo pomeriggio nel quartiere di Marassi sotto la pioggia incessante che si compie il disastro: sul torrente Fereggiano, a seguito delle incessanti piogge che raggiungono un cumulativo di 500 mm, giunse improvviso e devastante un picco di piena eccezionale, impossibile da contenere nel suo letto (per gran parte urbanizzato e coperto) che superò abbondantemente argini e spallette dilagando letteralmente nel tratto coperto di Via Fereggiano: in pochi minuti la strada si trasformò in un vero e proprio fiume in piena alto oltre un metro di altezza che spazzò via decine e decine di automobili e motorini, allagando androni e negozi, e causando le 6 vittime.

4 Novembre 2011, giornata drammatica a Genova

Da qui l’onda devastante giunse poi in Corso Sardegna dove nello stesso modo travolse altre decine di automobili sino alla confluenza con il Bisagno, che nel frattempo intorno alle 13:50 esondò in sponda destra presso Borgo Incrociati, nel punto precedente il suo tratto di corso coperto di Viale Brigata Bisagno.

Da qui vennero allagate diverse zone della città, oltre la stessa Borgo Incrociati anche, in particolare, buona parte della zona di Brignole, dove l’acqua sommerse anche un lungo tratto iniziale di Via XX Settembre, travolgendo auto e cassonetti e allagando gli androni dei palazzi.

Nel frattempo le acque del Bisagno tracimarono anche in sponda sinistra allagando la zona orientale e la bassa Valbisagno nella zona di piazzale Adriatico dove sommersero ampie zone residenziali con punte anche di 2 metri di altezza.

Alluvione a Genova, 6 morti (2 bambini)

Oltre alle tragiche conseguenze in termini di vite umane, e nonostante l’evidente eccezionalità delle piogge che causarono l’alluvione, i loro effetti disastrosi hanno aperto molte questioni sull’assetto idrogeologico del territorio soprattutto in relazione alla cosiddetta “Messa in sicurezza dei rii della città di Genova” ben lungi dall’essere completata.

Oltre a ciò ha scaturito l’esondazione dei torrenti anche la mancata realizzazione dello scolmatore e il fatto che i torrenti genovesi sono brevi e hanno una scarsa portata e se il mare è agitato l’acqua marina blocca il flusso del fiume causandone l’esondazione.

Copyright immagini Claudia Oliva – LaPresse

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